TAPPETI dal Marocco

Aggiornamento: 22 mar 2021

Il tappeto è sempre stato un elemento essenziale nella vita dell’uomo; infatti, la pratica dell’utilizzo della lana risale a diversi millenni fa e sembra collegarsi alle regioni della Siberia, della Cina e dell’Iran utilizzata come un ornamento oppure come coperta nei mesi più freddi. In Marocco è, nelle città imperiali e nelle regioni berbere, il tappeto è diventato un’arte artigianale che solo i benestanti potevano permettersi, diventando simbolo di lusso e di alto rango sociale. Con il passare del tempo però, il tappeto sarà diffuso in tutte le case comprese anche quelle più modeste.

In Marocco il mestiere di tappeti si è sviluppato in:

  • Rabat, Fez e Mediouna le cui ispirazioni orientali sono emerse dal periodo andaluso, in cui gli artigiani musulmani in Spagna hanno raggiunto il Marocco nel XV secolo;

  • Tradizione Berbera le cui ispirazioni risalgono a diversi millenni.

L’arte della tessitura berbera è la tradizionale arte rurale praticata dalle donne nomadi o seminomadi, provenienti da tre grandi tribù: Masmouda, Zénètes e Sanhadja. Ogni tribù durante la sua storia e le sue peregrinazioni ha sviluppato un particolare stile estetico e tecnico nella tessitura dei tappeti, diventando il simbolo di queste tribù, per la loro semplicità, rusticità e sobrietà, ma anche della loro vivacità.


A differenza dei tappeti in stile orientale, i tappeti berberi non utilizzano un motivo e si basano sull’ispirazione unica della donna che li realizza, rendendo unico ogni tappeto.

In passato, le donne berbere tingevano la lana, usata per fare i tappeti, da sole usando prodotti vegetali e minerali; la tradizione prevede che la tessitrice, che doveva eseguire l’operazione di tintura, si deve purificare eseguende un bagno rituale.


I colori naturalmente forti, come il blu, il rosso, l’arancione, il giallo e il viola, sono ricavati da piante e bacche, come il cespuglio di henné, melograno, fico e foglie di tè che crescono nelle montagne dell’Atlante. Il colore nero naturale proviene direttamente dalla lana delle pecore e delle capre delle regioni montuose. Il colore giallo è ottenuto da una specie di ginestra, chiamata Achfoud, che cresce spontanea in tutto il massiccio della Siroua, i fiori gialli vengono raccolti ed essiccati al sole che fungono da colorante. Il colore rosso è ottenuto dalla robbia, chiamata Taroubia le cui radici vengono prese ed essiccate al sole. Il colore blu è ottenuto dalla pianta indaco, chiamata nila.

I motivi decorativi utilizzati sono anche legati allo spirito di convivenza e di tolleranza che è sempre esistito in queste tribù berbere, con persone di convinzioni e civiltà diverse (musulmani, ebrei, berberi, cristiani). Oltre ai classici motivi geometrici, vengono aggiunti disegni floreali o animali, figure che rappresentano l’ambiente naturale, il sole, la luna, le stelle.


Per quanto riguarda i segni e le forme disegnate sui tappeti sono un linguaggio semiologico a tutti gli effetti: figure, motivi architettonici, paesaggi, animali e forme geometriche come il triangolo, il quadrato, il diamante e lo zigzag. Per esempio, il diamante a doppio gancio è uno dei simboli di nascita più comuni. La teiera di profilo, spesso al centro del tappeto, rimanda all'ospitalità e alla cordialità proprie della tradizione berbera. Le farfalle rappresentate da due triangoli ma anche fiori e stelle rappresentano la bellezza femminile. Una linea a zigzag circonda spesso il tappeto e rappresenta fiumi, serpenti o famiglia. La croce berbera si trova spesso al centro del tappeto e ricorda l'architettura delle Kasbah.

La tessitura del tappeto è accompagnata da una serie di rituali e pratiche, infatti, la lana viene trattata con cura e lavorata con riti che si tramandano di generazione in generazione. Dopo la tosatura, la lana viene lasciata in un angolo poco appariscente della casa. Il giorno prima dell’operazione della tintura, le donne espongono i diversi bagni della lana alla luce delle stelle per scacciare le forze del male per poi nasconderla in un luogo isolato.


E’ un’arte che viene trasmessa, ancora oggi, di madre in figlia. Non è un semplice prodotto artigianale, è una tradizione secolare legata al contesto geografico e socio-culturale della regione, trasmettendo uno stile di vita e di pensiero tradotto in colori e immagini.


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